La conoscenza delle frequenze modali che caratterizzano il vostro Home Studio è un aspetto di grande importanza per la buona riuscita dei vostri mix e delle vostre registrazioni audio.

Prima di capire cosa sono le frequenze modali e di imparare come calcolarle, provate a rispondere a 2 semplici domande:

Perché ci piace cantare sotto la doccia ...

Qualcosa collega la nostra (e spesso solo nostra… ) sensazione di piacere nel cantare sotto la doccia e le frequenze modali che risuonano in un ambiente. Partiamo da una sensazione: amiamo cantare sotto la doccia perché la loro voce risulta più calda, piena e ricca di armoniche. Ma perché questo avviene?

Proviamo a descrivere ciò che avviene: la doccia è un locale di piccole dimensioni, spesso con i due lati uguali, superfici piastrellate; uno spazio in grado letteralmente di “risuonare” in modo particolare a determinate frequenze basse e medio basse. Frequenze che scaldano le nostre performance canore e donano loro intensità e pienezza. A questo aggiungete le piastrelle che riflettono armoniche piacevoli e la sensazione di relax … ecco molte buone ragioni! 

Vi sarete accorti che ho sottolineato le lunghezze dei lati, vediamo perché le misure sono così importanti.

Cantando sotto la doccia avete notato che certe note “risuonando” sono più intense e potenti di altre?

Avete appena trovate le frequenze modali della vostra doccia!

Questione di dimensioni

Ricapitoliamo: negli ambienti chiusi le “frequenze modali” causano una maggiore risonanza per alcune note/frequenze specifiche.

Da cosa dipendono queste risonanze?

Dalla forma e dalle dimensioni della stanza. Per una stanza quadrata o rettangolare abbiamo almeno 3 pareti parallele: larghezza, lunghezza e altezza. Ognuna di queste pareti, in relazione alla propria dimensione sviluppa una frequenza di risonanza principale e delle frequenze di risonanza secondarie dette modi.

Perché questo è importante per il nostro lavoro?

Perché  i nostri Home Recording Studio tra i 40Hz e i 250 Hz sono molto ricchi di queste risonanze potenzialmente dannose per le nostre registrazioni e i nostri mix.

Le domande iniziali tornano utili: se non conosciamo quali sono queste frequenze modali del nostro studio potremmo pensare che le nostre voci hanno un bel corpo perché quando le ascoltiamo dalle casse la stanza le “sostiene” e le “rende più calde” come quando cantavamo sotto la doccia. 

Come si calcolano le Frequenze Modali del nostro Home Studio?

Utilizziamo un software gratuito e disponibile online:

AMROC

Cliccate sul link e tenete la finestra di fianco a questa, così da seguire le istruzioni.

Come vedete è sufficiente inserire le misure della vostra stanza e cliccare su “cm”, il software in automatico vi restituisce tutte le frequenze di risonanza.

Facciamo un esempio

Per imparare a leggere e utilizzare i risultati relativi al vostro studio partiamo da un caso concreto: l’Angelina Mastering Studio.

Le misure esatte dello studio sono: 445 cm – 405 cm  – 305 cm

Una volta inserite, iniziamo a osservare il grafico con le linee rosse, rossastre e viola e facciamo scorrere il mouse sopra.

Avete notato che lo sfondo è la tastiera di un pianoforte?

Così non parliamo solo di frequenze ma di note, quindi di musica.

Partiamo dai colori: le linee rosse sono le frequenze più insidiose perché fanno riferimento ai cosiddetti Modi Assiali, i più intensi. Le altre linee violacee sono i modi Tangenziali e Obliqui.

“Dottore quando è grave?”

E’ grave quando ho linee (cioè frequenze) vicine tra loro in grado di moltiplicarsi e alimentarsi tra loro, come nel caso della doccia.

Nel caso specifico dell’Angelina Studio i punti più insidiosi sono:

  • la zona tra i 39 e i 42 Hz, in cui abbiamo ben 2 modi assiali principali;
  • la zona tra i 112-115 Hz, in cui abbiamo altri 2 modi assiali, in questo caso secondari e nel mezzo un modo tangenziale secondario.

Quesi sono stati parte dei problemi affrontati con Oudimmo srl (Davide Perucchini), durante la progettazione dell’intervento di correzione acustica qui all’Angelina Mastering Studio. 

Come miglioro i Mix

Arrivati a questo punto è arrivato il momento di “sentire con le nostre orecchie” le Frequenze Modali di Risonanza del nostro Studio.

In una traccia della vostra DAW inserite un oscillatore che vi permette di selezionare la frequenza. Inserite la frequenza che nella vostra stanza provoca risonanza e ascoltate. Provate a spostare l’intonazione dell’oscillatore, sentite che alla frequenza modale la stanza “vibra” letteralmente?

Provate con calma a fare passare tutte le frequenze che AMROC vi segnala e ascoltate, segnandovi su un pezzo di carta quali frequenze sono particolarmente cariche e risuonanti nel vostro studio.

Ora conoscete le frequenze modali a cui risuona il vostro home studio. E’ probabile che spesso vi siate trovati a equalizzare quelle frequenze, per poi accorgervi che in macchina il vostro mix non suonava come lo avevate mixato … stavate correggendo l’acustica del vostro studio! D’ora in poi prima di correggere quelle frequenze controllate con un buon paio di cuffie da studio.

Come miglioro le registrazioni

Se osserviamo in AMROC il grafico delle frequenze notiamo che la ROOM 3D si illumina di rosso e di blu in parti diverse a seconda della frequenza selezionata.

Questo perché la distribuzione delle frequenze modali non è mai uniforme nella stanza. 

Riprendiamo il nostro oscillatore. Selezioniamo una frequenza di risonanza assiale principale e questa volta mentre ascoltiamo camminiamo nel nostro studio.

Sentite che cambiando posizione cambia intensità? Ho delle zone di picco e delle zone di minimo.

Questa elemento è in gradi di caratterizzare notevolmente in meglio e in peggio le nostre registrazioni. Per esempio, registrare una chitarra acustica in un punto di maggiore risonanza potrebbe determinare che alcune note siano più intense e ne mascherino altre.

Questo ci permette di migliorare le nostre registrazioni perché sceglieremo con più cura il punto in cui posizionarci per registrare una voce o una strumento. Inoltre in fase di mix andremo a correggere con un Equalizzatore a campana strettissima solo la frequenza di risonanza che ci infastidisce.

Fateci sapere com’è andata! Lasciateci un commento e condividete la vostra esperienza.

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